Tomografia e prova di trazione sugli alberi · Campania

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Indagini strumentali sugli alberi: tomografia e prova di trazione

Quando la lettura visiva lascia un dubbio preciso, lo strumento misura ciò che l'occhio non vede: quanta parete di legno sano resta in un fusto cavo, come risponde la zolla a un carico noto. È il passaggio che trasforma un'ipotesi in un dato, e un dato in una decisione motivata.

In breve

Cosa misuriamo. L’estensione di carie e cavità nella sezione del fusto (tomografia sonica), il profilo di densità del legno lungo un raggio (dendrodensimetro), la risposta del fusto e dell’ancoraggio radicale a un carico controllato (prova di trazione).

Per chi. Enti pubblici e gestori di patrimoni arborei, imprese di cura del verde in appalto, amministratori di condominio, studi legali e consulenti di parte, colleghi che chiedono un secondo parere strumentale.

Cosa ricevi. Una relazione firmata digitalmente che integra visiva e strumentale, con gli esiti delle prove allegati, la classe di propensione al cedimento motivata e le indicazioni di cura con la data del prossimo controllo.

Lo strumento giusto per il dubbio giusto

Ogni strumento risponde a una domanda diversa. Sceglierlo bene è metà della diagnosi.

Domanda Indagine Cosa restituisce
Quanto è estesa la carie o la cavità nel fusto, e dove? Tomografia sonica Mappa della sezione con le zone di legno alterato, su uno o più livelli del fusto
Quanto legno sano resta in un punto preciso? Dendrodensimetro (tipo Resistograph) Profilo di resistenza alla perforazione lungo un raggio: spessore della parete sana
Il fusto e la zolla reggono il carico del vento? Prova di trazione controllata (pulling test) Inclinazione della zolla e deformazione del fusto sotto un carico noto; fattori di sicurezza al ribaltamento e alla rottura

Le prove si eseguono con attrezzatura dedicata, squadra di campo e, quando serve, tree climber e mezzi di ancoraggio.

Ancoraggio della fune alla base del fusto durante una prova di trazione controllata

Lo strumento conferma un’ipotesi

Le Linee Guida nazionali CONAF per la valutazione del rischio arboreo (Delibera n. 88 del 18/03/2026) chiedono che la decisione nasca da una sintesi motivata di più parametri — morfo-fisiologici, fitosanitari, biomeccanici, di contesto — e mai da un singolo indicatore. Una percentuale di legno degradato letta su un tomogramma, da sola, non basta a decidere un abbattimento.

Per questo l’indagine strumentale arriva dopo la lettura visiva, su un’ipotesi precisa: dove guardare, cosa misurare, quale soglia decide. Il Protocollo della Società Italiana di Arboricoltura la richiama per gli alberi nelle classi di propensione al cedimento più alte, insieme alla valutazione analitica documentata. Il risultato è una relazione che un terzo valutatore può ripercorrere passo per passo: ed è questo che la rende solida davanti a un’assemblea, a un ufficio tecnico o a un giudice.

Quando serve

  • Un dubbio visivo vero: cavità al colletto, carpofori fungini, ferite estese, una zolla che si è mossa dopo un temporale.
  • Alberi in luoghi molto frequentati: scuole, cimiteri, parchi, strade, dove il bersaglio pesa più di tutto.
  • Una decisione da difendere: un abbattimento contestato, un albero di pregio da conservare, un vincolo che chiede motivazioni tecniche.
  • Un secondo parere: su classificazioni o indagini eseguite da altri, prima di intervenire.

Un caso recente

Ottobre 2026, Basilicata: cinque grandi pini in un’area pubblica molto frequentata nei giorni di commemorazione. Dopo la lettura visiva di ogni esemplare, prove di trazione controllata e tomografia sonica sui fusti; fattori di sicurezza calcolati pianta per pianta, rischio stimato sulla frequentazione reale del luogo, indicazioni di cura con le scadenze. Una relazione unica, consegnata prima dei giorni di maggiore affluenza.

Domande frequenti

Serve sempre un’indagine strumentale?

No. Si usa dove decide qualcosa: su un albero la cui lettura visiva lascia un dubbio preciso, non come routine su tutti gli esemplari. Lo dice la proporzionalità chiesta dalle Linee Guida CONAF, e lo dice il buon senso economico.

Che differenza c’è tra tomografia e prova di trazione?

La tomografia fotografa l’interno del fusto: dice dove e quanto è alterato il legno. La prova di trazione misura il comportamento dell’albero intero sotto carico: dice se zolla e fusto reggono. Spesso le due prove si completano.

Si possono fare su qualsiasi albero?

Quasi sempre. La prova di trazione richiede un punto di ancoraggio in direzione utile (un albero vicino, un mezzo pesante, un ancoraggio a terra) e lo spazio per stendere la fune; il sopralluogo preliminare serve anche a verificarlo.

Fate secondi pareri su perizie di altri tecnici?

Sì: la rilettura di una valutazione altrui, con eventuali prove di verifica, è spesso il modo più economico per decidere bene su un patrimonio già classificato.

Lavorate fuori provincia?

In tutta la Campania e nelle zone vicine entro circa due ore da Salerno: Potentino, Vallo di Diano, Lazio meridionale.

Studio Paride Porpora · Dottore Agronomo · Iscr. Ordine SA n. 873 · Pellezzano (SA)

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