Asserzioni ambientali in etichetta del vino dal 2026 — Porpora

Nota tecnica · Vino e comunicazione

Asserzioni ambientali sull’etichetta del vino

Il lavoro in vigna è una delle cose più belle che una cantina può raccontare. Dal 27 settembre 2026 la legge chiede che ogni frase sull'ambiente sia specifica e dimostrabile: è l'occasione per raccontare con precisione quello che si fa davvero, e per farsi credere di più.

Cosa è cambiato

Il D.Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30 ha recepito la Direttiva (UE) 2024/825 e ha modificato il Codice del consumo. Le nuove regole si applicano dal 27 settembre 2026 (art. 2) a tutte le comunicazioni commerciali rivolte ai consumatori: etichette e retroetichette, sito, schede prodotto, social, materiali per le fiere, cartellonistica in cantina.

Il punto di partenza è la definizione di asserzione ambientale: qualsiasi messaggio non obbligatorio, in qualsiasi forma, «compresi testi e rappresentazioni figurative, grafiche o simboliche, quali marchi, nomi di marche, nomi di società o nomi di prodotti», che asserisce o implica un impatto ambientale positivo, nullo o migliore di altri (Codice del consumo, art. 18, lett. n-quater). Anche il nome di un vino o un disegno in etichetta possono essere un’asserzione.

Vigneto in primavera con i papaveri fra i filari

Le frasi che diventano scorrette in ogni caso

Il Codice del consumo elenca le pratiche ingannevoli «in ogni caso» (art. 23). Le nuove voci che toccano il vino:

  • asserzione ambientale generica che il produttore non sa sostenere con un’eccellenza riconosciuta delle prestazioni ambientali, come l’Ecolabel UE (lett. d-bis). La Direttiva fa esempi espliciti: «rispettoso dell’ambiente», «ecocompatibile», «verde», «amico della natura», «ecologico» (considerando 9);
  • asserzione sul prodotto o sull’azienda nel complesso quando riguarda solo un aspetto (lett. d-ter): un vigneto inerbito non rende «sostenibile» l’intera cantina;
  • impatto neutro o ridotto sulle emissioni ottenuto con la compensazione (lett. d-quater): «a impatto zero», «neutrale per il clima» basati sull’acquisto di crediti;
  • etichetta di sostenibilità non basata su un sistema di certificazione o non stabilita da autorità pubbliche (lett. b-bis): bollini e loghi fatti in casa;
  • presentare come tratto distintivo ciò che la legge impone a tutti (lett. l-bis).

Valutate caso per caso, poi, le promesse sul futuro («neutrali entro il 2030»): servono un piano dettagliato con obiettivi misurabili e scadenze, verificato periodicamente da un terzo indipendente (art. 21, c. 2, lett. b-ter). La Direttiva aggiunge che parole come «sostenibile», «responsabile», «consapevole» vanno oltre l’ambiente e non si reggono neppure sull’eccellenza ambientale riconosciuta (considerando 10).

Cosa resta possibile, e anzi conviene

Una frase ambientale specifica, vera e verificabile resta ammessa, a condizione che la specificazione sia «chiara ed evidente» e stia sullo stesso mezzo (art. 18, lett. n-quinquies): sulla stessa etichetta, sulla stessa pagina. «Vigneto inerbito tutto l’anno sui 4 ettari dell’azienda» dice qualcosa di preciso; «vino green» chiede al consumatore di fidarsi. Le asserzioni sulle emissioni sono ammesse se basate sull’impatto effettivo del ciclo di vita del prodotto (considerando 12). E i marchi stabiliti da autorità pubbliche restano utilizzabili.

È un cambio di passo che premia chi lavora bene in vigna: il dettaglio concreto è più credibile della parola generica, e oggi è anche l’unico che la legge tutela.

Chi controlla, e con quali conseguenze

Vigila l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che può procedere d’ufficio o su istanza di chiunque vi abbia interesse, concorrenti compresi (art. 27, c. 2). Può chiedere al produttore la prova dell’esattezza dei dati: se la prova manca o è insufficiente, i dati sono considerati inesatti (art. 27, c. 5). La sanzione va da 5.000 a 10.000.000 di euro, secondo gravità, durata e condizioni economiche (art. 27, c. 9).

Come impostare la revisione

Il metodo è semplice e conviene farlo una volta per tutte, prima della prossima tiratura di etichette:

  1. raccogliere ogni testo rivolto al consumatore: etichette, retroetichette, nomi dei vini, sito, schede, social, materiali per fiere ed enoteche;
  2. segnare ogni frase, parola o simbolo che parla di ambiente, natura, clima, sostenibilità;
  3. per ciascuno, trovare la prova: un dato del vigneto, un registro, una certificazione di terza parte;
  4. riscrivere in forma specifica ciò che ha una prova, e riformulare il resto.

Il punto 3 è il cuore del lavoro, e chi segue il vigneto ha già quasi tutte le prove: il quaderno di campagna, le analisi, le scelte agronomiche documentate.

Domande frequenti

Da quando valgono le nuove regole sulle asserzioni ambientali?

Dal 27 settembre 2026, per effetto del D.Lgs. 30/2026, che ha modificato il Codice del consumo recependo la Direttiva (UE) 2024/825.

Posso ancora scrivere «sostenibile» sull’etichetta del vino?

Come parola generica è a rischio: la Direttiva indica che «sostenibile» va oltre l’ambiente e non si regge neppure su un’eccellenza ambientale riconosciuta. Conviene sostituirla con il fatto specifico che la giustifica, scritto sullo stesso mezzo.

Le regole valgono anche per il sito e per i social della cantina?

Sì: valgono per ogni comunicazione commerciale rivolta ai consumatori, in qualsiasi forma, inclusi i nomi dei prodotti e le immagini.

Cosa rischia una cantina che non si adegua?

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato può vietare la pratica e applicare una sanzione da 5.000 a 10.000.000 di euro. Può chiedere la prova dei dati dichiarati: se manca, i dati sono considerati inesatti.

Le vendite alle enoteche e all’ingrosso sono coinvolte?

La disciplina riguarda le pratiche commerciali tra professionisti e consumatori. Un’etichetta però arriva comunque al consumatore finale, quindi va scritta tenendone conto.

La revisione delle asserzioni fa parte della consulenza viticola ed enologica dello Studio.

Studio Paride Porpora · Dottore Agronomo · Iscr. Ordine SA n. 873 · Pellezzano (SA) · Nota aggiornata al 05/10/2026

Contatta