Pino che secca o pino malato: cause e cosa fare · Agronomo in Campania

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Pino che secca o pino malato: cosa fare

Il pino domestico è l'albero dei viali, delle ville comunali e dei giardini della Campania. Quando cambia colore, guardarlo presto fa la differenza: riconoscere in tempo che cosa lo colpisce decide fra una cura mirata e una sostituzione, e la diagnosi sul posto dice quale delle due strade è quella giusta, e con quale urgenza.

I segni da guardare

Il primo segnale utile spesso arriva prima del colore. Una chioma che luccica al sole, come bagnata, e spesso superfici appiccicose sotto il pino: è la melata, lo zucchero espulso da una cocciniglia che si nutre della linfa. Poi la melata si copre di fumaggine e la vegetazione si annerisce. Solo dopo arrivano ingiallimento e caduta degli aghi.

Altri segni raccontano altro. Germogli che seccano in punta e si ritrovano a terra. Piccoli coni di resina e rosura nelle fessure della corteccia del tronco. Una chioma che passa dal verde al grigiastro e poi al rossastro in poche settimane. Pini vicini che deperiscono uno dopo l’altro, in gruppo.

Ogni segno indica una causa diversa, e spesso le cause si sommano. Per questo il pino si guarda tutto: chioma, rami, tronco, colletto e terreno.

Le cause più frequenti

La cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis). È un insetto di origine americana che in Europa è stato accertato per la prima volta proprio in Campania, a fine 2014, sul pino domestico. Compie tre generazioni l’anno e una quarta parziale, con le forme giovanili mobili in maggio, in luglio e fra settembre e novembre. Il vento le trasporta da una chioma all’altra lungo i viali. Sul pino domestico può portare al deperimento grave dell’albero. In Italia è regolata da un decreto nazionale di misure fitosanitarie d’emergenza (DM 3 giugno 2021).

Il blastofago del pino (Tomicus destruens). È un piccolo coleottero che si riproduce sotto la corteccia dei pini già indeboliti: siccità, schianti, infestazioni precedenti. Gli adulti giovani scavano il midollo dei germogli dell’anno, che seccano e cadono. Le femmine scavano le gallerie nella parte più profonda delle screpolature del tronco, e lì l’albero reagisce con un conetto di resina. Quando arriva su un pino già provato dalla cocciniglia, aggrava il quadro.

Il disseccamento dei germogli da Diplodia sapinea. È un fungo che vive normalmente nei tessuti dei pini sani e diventa malattia quando l’albero è sotto stress: siccità, grandine, attacchi di insetti. La letteratura recente registra un aumento netto dei danni in Europa e lo collega al clima che cambia.

I marciumi radicali. Alcuni funghi del legno colonizzano le radici e si propagano da un albero all’altro per contatto radicale. Il segno tipico sono alberi morti a gruppi, con un’area che si allarga. Qui la domanda diventa anche di stabilità: un pino con le radici compromesse va valutato prima che decida il vento.

Quando si cura e come

Contro la cocciniglia tartaruga la strada indicata dai Servizi fitosanitari è doppia. L’endoterapia consiste nell’iniettare nel tronco prodotti fitosanitari autorizzati contro questo insetto, con fori pochi e piccoli e pressioni basse. La eseguono operatori abilitati, ed è la tecnica indicata dove il pubblico passa. I trattamenti sulla chioma si fanno contro le forme giovanili, orientativamente fra fine aprile e fine maggio, preceduti da lavaggi che tolgono la fumaggine. Intorno al pino conta la cura colturale: potature leggere, solo per togliere il secco, in inverno e con giornate senza vento. Concimazioni con fosforo e potassio, evitando eccessi di azoto.

Per il blastofago conta il tempo: si guarda sotto la corteccia per capire a che punto è l’insetto, e si decide di conseguenza.

Il mio lavoro è la diagnosi e il piano di cura: che cosa colpisce ogni pino, cosa fare, chi lo fa, in che stagione, e quando ricontrollare. L’esecuzione la affidi a un’impresa abilitata, con indicazioni scritte e verificabili.

Quando un pino va sostituito

Un pino morto o con il tronco ormai colonizzato si sostituisce. Spesso l’abbattimento si fa per la sicurezza delle persone, più che per fermare l’insetto: quando i nuovi adulti sono già usciti dal tronco, il taglio serve all’incolumità pubblica. Il nuovo impianto è l’occasione per scegliere bene. Le linee guida per la cocciniglia indicano, fra un pino domestico e l’altro, una distanza minima di 15 metri, piante con passaporto delle piante e suoli fertili e permeabili. A volte la scelta migliore è un’altra specie adatta al luogo: è una scelta progettuale, e si fa una volta.

Se il pino pende, perde rami o ha il colletto compromesso, la domanda diventa di stabilità: la guida Albero pericolante o inclinato: cosa fare spiega come si procede.

Come lavoro

Faccio un sopralluogo e guardo ogni pino: chioma, germogli, corteccia, colletto, terreno. Quando serve, prelevo un campione di germogli o di corteccia, o faccio un’indagine strumentale sulla stabilità. Consegno una relazione firmata con la diagnosi per ogni esemplare, il piano di cura con le stagioni d’intervento, la classe di propensione al cedimento dove la stabilità è in gioco e la data del prossimo controllo.

Il metodo per la stabilità è nella pagina Valutazione di stabilità degli alberi. Per i patrimoni arborei di Comuni e condomini, la cura nel tempo è descritta in Verde urbano e condominiale.

Come si avvia l’incarico

Scrivimi chi sei, il comune, quanti pini e cosa hai notato, con due o tre foto della chioma e del tronco. Se preferisci parlarne a voce, chiamami al 320 0858322. Riceverai un preventivo scritto. Le foto servono a inquadrare il caso: la diagnosi si fa sul posto, perché è lì che il pino si legge.

Domande frequenti

Il mio pino ha gli aghi gialli: è la cocciniglia?

Può esserlo, e può essere altro: siccità, blastofago, funghi dei germogli o delle radici danno anche loro aghi gialli o rossi. Il segno più indicativo della cocciniglia è la melata, cioè una chioma lucida e superfici appiccicose sotto l’albero, seguita dalla fumaggine nera. Sul posto si riconosce con certezza.

Si può salvare un pino con la cocciniglia tartaruga?

La cocciniglia si contrasta con l’endoterapia o con i trattamenti alla chioma nelle stagioni giuste, insieme ai lavaggi e alla cura colturale. Quanto il pino possa riprendersi dipende dalla chioma che gli resta e dal suo stato generale, e si valuta sul posto. Nel deperimento avanzato arrivano gli insetti del legno, e allora la scelta diventa la sostituzione.

Quando è il momento giusto per intervenire?

La diagnosi si fa in ogni stagione. I trattamenti alla chioma contro la cocciniglia vanno concentrati sulle forme giovanili, orientativamente fra fine aprile e fine maggio. L’endoterapia ha una finestra più ampia, da fine inverno a inizio autunno. Chi fa la diagnosi in inverno arriva alla primavera con il piano pronto.

Lavori per condomini, imprese ed enti?

Sì: proprietari privati, amministratori di condominio, imprese di cura del verde ed enti pubblici.

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